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Sapy

Il nostro punto di vista

Manifesto Sapy.

Perché abbiamo creato Sapy, quali vuoti vogliamo colmare e come pensiamo che l’AI debba entrare nelle scuole.

Il nostro punto di vista

Le idee alla base di Sapy.

Introduzione

Il progetto Sapy nasce dalla consapevolezza, maturata dai creatori, di voler colmare un vuoto e al contempo sfruttare un'opportunità generatosi dall'utilizzo dell'A.I. nella didattica scolastica, in particolare nella scuola primaria.

Opportunità

Partiamo dall'opportunità. Dell'Intelligenza Artificiale possiamo dire tante cose, sia positive che negative, ma crediamo sia innegabile che se utilizzata correttamente e consapevolmente possa diventare un eccezionale strumento di ausilio alla formazione e alla didattica. Da questo punto di vista la normativa europea, nazionale e, in particolare, le linee guida fornite dal MIM hanno iniziato a tracciare la strada.

Vuoto 1 — Consapevolezza nella scuola

Dopo l'opportunità abbiamo il vuoto, o meglio, una serie di diversi vuoti. Il primo, e più importante, è la mancata consapevolezza da parte di docenti e dirigenti scolastici di cosa si potrebbe fare utilizzando correttamente lo strumento A.I. Dopo due anni di corsi in giro per l'Italia mi sono accorto che il mainstream è sempre lo stesso: una parte minore dei docenti utilizza regolarmente l'A.I. come strumento di ausilio al lavoro quotidiano — sovente senza conoscerne a fondo le potenzialità e/o senza aver approfondito le modalità di redazione dei prompt di richiesta — una grande parte dei docenti fa finta che non esista, in questo affiancato dalla quasi totalità dei dirigenti scolastici che, al massimo, si limita ad organizzare dei corsi di aggiornamento a cui poi non viene operativamente dato seguito.

Le linee guida non dicono questo, anzi cercano di stimolare la comunità scolastica ad utilizzare l'A.I. come elemento di collegamento per alimentare costruttivamente il dialogo scuola-docenti-studenti-genitori.

Vuoto 2 — Mancanza di tools

Il secondo vuoto è dato dagli strumenti. Il MIM indica il percorso ma non aiuta nel completarlo. Ad oggi non esiste uno strumento di A.I. che supporti in modo coordinato la filiera di cui sopra: scuola-docenti-studenti-genitori. I docenti usano alcuni strumenti, i bambini in autonomia 😞 con tutti i rischi connessi, altri e la scuola nessuno. Questo è il primo obiettivo di Sapy: uno strumento utilizzato consapevolmente da tutta la filiera.

Vuoto 3 — Utilizzo consapevole fin dalla scuola primaria

Il terzo vuoto è un vuoto positivo. La scuola primaria è l'ultima età in cui c'è la speranza che il bambino non sia lasciato, troppo, da solo con uno smartphone in mano. E questo è il momento in cui occorre costruire nei bambini un uso critico e consapevole degli strumenti digitali e dell'A.I. in particolare.

Questi sono i vuoti e le opportunità che con il progetto Sapy vogliamo colmare da una parte e sfruttare dall'altra per portare valore a tutto l'ecosistema.

Senso di community

Una nota a parte per la community. Crediamo che la parola chiave della premessa sopra sia la parola consapevolezza. L'utilizzo di qualsiasi strumento A.I. deve essere consapevole. Questo dice la legge e anche il buon senso.

Abbiamo sentito il bisogno di creare uno spazio dove spiegare il perché di certe scelte nello sviluppo del progetto Sapy e anche di confrontarci su che cosa ci sarebbe da migliorare in questa e in altre progettualità. L'impatto dell'A.I. sulla didattica e sulla società è troppo impattante per pensare di risolverlo da soli.

Nota: questo testo non è stato creato con l'AI. Perdonatemi gli errori umani.

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